Russell Terrier Club

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La dentatura corretta

Formula dentaria

I cani hanno 28 denti decidui (o da latte) e 42 denti permanenti.

Alla nascita, come in tutti i Mammiferi, i denti non sono presenti.

L’eruzione dei denti da latte inizia intorno al 20°-25° giorno di vita e si completa intorno al 35° giorno; i primi a comparire sono gli incisivi centrali, gli intermedi e i canini, seguiti dagli incisivi laterali e successivamente dai premolari.

A questo punto la dentizione da latte è completa e consta di 28 denti:

  • 6 incisivi
  • 2 canini
  • 6 premolari

per la mandibola e altrettanti per la mascella.

Tempi di eruzione dei denti permanenti
I tempi sotto elencati sono indicativi, in quanto il momento dell’eruzione può variare in base allo stato nutrizionale, alla razza, alla taglia (i denti nascono prima nei cani di grossa taglia), al sesso (le femmine precedono i maschi) e alla stagione (i denti spuntano prima nei cuccioli nati durante la stagione calda). Le radici dei denti non ancora spuntati sono visibili radiograficamente a partire da 9-12 settimane di vita.

I primi denti definitivi a spuntare, all’età di tre mesi e mezzo, sono gli incisivi, seguiti dai premolari e dai canini e infine dai molari, cosicché all’età di sei mesi il cane presenta la formula dentaria definitiva e completa che consta di:

  • 6 incisivi, destinati a tagliare, mordicchiare e compiere lavori delicati; hanno un’unica radice
  • 2 canini, destinati ad afferrare e lacerare; hanno un’unica radice
  • 8 premolari, destinati a tagliare, afferrare, recidere; hanno una, due o tre radici
  • 6 molari, destinati a triturare; hanno una, due o tre radici
  • per la mandibola e di:
  • 6 incisivi
  • 2 canini
  • 8 premolari
  • 4 molari

per la mascella, per un totale di 42 denti.

La mancata caduta dei denti da latte, che rimangono nella loro sede insieme al dente definitivo anche solo per due o tre settimane, può causare lo spostamento permanente del dente definitivo, creando problemi di chiusura. Una buona regola è che due denti dello stesso tipo non devono trovarsi nello stesso punto della bocca nello stesso momento. In questo caso è necessario estrarre i denti da latte non caduti al più tardi quando il canino definitivo spunta dalla gengiva.

L’occlusione normale dei denti di un cane adulto è detta ‘a forbice’, in quanto gli incisivi superiori si sovrappongono a quelli inferiori.

Chiusura a forbice
Qualsiasi deviazione da questo schema rappresenta un difetto. I vari tipi di chiusura non corretta vengono così denominati:

  • prognatismo
  • enognatismo
  • chiusura a tenaglia
  • chiusura incrociata

Nel prognatismo la mandibola è più lunga della mascella. È considerato un difetto in molte razze, mentre è normale e richiesto nelle razze brachicefaliche (a muso corto) come il boxer, che è l’esempio del cane prognato ‘per standard’. Se non prescritto dallo standard, il prognatismo è considerato un difetto grave, spesso da squalifica.

L’enognatismo è l’opposto del prognatismo: la mascella è più lunga della mandibola. Gli incisivi inferiori risultano arretrati rispetto ai superiori e, nei casi di enognatismo pronunciato, anche i canini inferiori risultano arretrati rispetto ai superiori e possono danneggiare il palato. L’enognatismo è considerato sempre un difetto grave, da squalifica.

Nella chiusura a tenaglia gli incisivi superiori e quelli inferiori si toccano. In un cane con dentatura corretta i canini inferiori, a bocca chiusa, si incastrano in un preciso spazio posteriormente ai canini superiori, senza toccarne nessuna superficie. Lateralmente il quarto premolare superiore si sovrappone al primo molare inferiore.

Base ristretta: si parla di base ristretta se la mandibola è più stretta della mascella o se i canini inferiori crescono in maniera anomala e non riescono, a bocca chiusa, a inserirsi negli appositi spazi retrostanti i canini superiori. I canini inferiori, a contatto con il palato, possono provocare lesioni o buchi.

Morso incrociato anteriore
Se gli incisivi inferiori, a bocca chiusa, stanno davanti agli incisivi superiori.

Morso incrociato posteriore
Se il primo molare inferiore, a bocca chiusa, sta all’esterno rispetto al quarto premolare superiore.

Morso disallineato
Se la mascella o la mandibola crescono maggiormente da un lato rispetto all’altro, risultando l’una più esterna (o interna) dell’altra. Si parla anche di prognatismo o enognatismo laterale. Non è possibile correggere questo difetto con l’ortodonzia.

Possono esserci problemi se i canini inferiori toccano il palato.

Morso aperto
Se gli incisivi inferiori e superiori non combaciano a bocca chiusa.

Gli standard di razza richiedono di norma dentature corrette e complete. In alcune razze, come nel bassotto tedesco, nel levriero afgano, nel borzoi ecc., sono ammesse sia la dentatura a forbice che quella a tenaglia.

Lo standard del Jack Russell Terrier richiede una dentatura completa con perfetta chiusura a forbice.

Enognatismo e prognatismo (quando non prescritto dallo standard come in alcuni casi) sono considerati difetti gravi; nel corso di esposizioni e raduni, il giudice esaminerà la dentatura per accertarsi che sia completa e corretta.

Le malocclusioni sono ereditarie, frutto di una componente genetica che sembra essere influenzata dal contesto ambientale ed è pertanto buona norma escludere dalla riproduzione i soggetti enognati o prognati (se il prognatismo non è richiesto dallo standard).

Pulizia dei denti
È consigliabile praticare una pulizia, almeno settimanale, della bocca del cane, che manterrà la dentatura sana e limiterà quello sgradevole odore che il fiato assume con il tempo.

Alitosi, gengive arrossate, perdita di denti, difficoltà di masticazione, tartaro sono problemi per i quali molto frequentemente i cani vengono portati dal veterinario e sono tutti sintomi di malattia periodontale (cioè dell’area attorno al dente).

La malattia periodontale, che colpisce l’80% dei cani di età superiore ai 3 anni, è il risultato di una lotta a livello tessutale fra i batteri che si accumulano sulle corone dei denti (placca batterica dentale) e il sistema di difesa dell’organismo.

La periodontopatia colpisce tutti gli animali nel corso della loro vita, anche se si osserva con più frequenza in cani di razze piccole o toy, in animali con malocclusione, persistenza di denti decidui, masticazione alterata o con patologie sistemiche che modificano la normale funzione del sistema immunitario.

Proprio come nel cavo orale dell’uomo, il processo inizia con la formazione della placca, che è una pellicola batterica che si sviluppa sulla superficie dei denti.

Lentamente, se non viene rimossa, la placca, mineralizzando, si trasforma in tartaro. Dalla superficie visibile dei denti, il tartaro si diffonde sotto la gengiva, dove provoca una infiammazione, detta gengivite. I batteri che diffondono sotto la gengiva possono anche indurre gradualmente lesioni più profonde (distruzione delle gengive, danneggiamento dell’osso alveolare che sostiene il dente); queste alterazioni situate in profondità allentano il dente, che diviene sempre più mobile.


Oltre alla perdita del dente, la malattia periodontale ha conseguenze più gravi. I milioni di batteri presenti in una bocca non sana possono diffondersi ad altre parti del corpo, come il cuore, i polmoni, i reni e il fegato, provocando malattie.

Nei cani di piccola taglia, con arcate sottili, la distruzione dell’osso provocata da patologie periodontali può indebolire la mandibola tanto da causarne la frattura.

La buona notizia è che la malattia periodontale è completamente prevenibile! La rimozione della placca risolve il processo infiammatorio gengivale e ne consente la guarigione. Per la rimozione della placca è importante prevedere approcci su più fronti. L’arma principale è rappresentata dallo spazzolamento dei denti; occorre utilizzare spazzolini e dentifrici creati appositamente per gli animali. I dentifrici specifici hanno ifatti un’azione antiplacca e sono aromatizzati al malto, al pollo o al pesce di mare. Un dentifricio destinato all’uomo contiene invece agenti schiumogeni che potrebbero provocare problemi allo stomaco del cane in caso di ingestione accidentale.

I cani devono essere gradualmente abituati alla pulizia dei denti, meglio se fin da cuccioli.

Innanzi tutto è importante far accettare loro la manipolazione del muso; si può iniziare con delle carezze per poi passare a sollevare le labbra e toccare i denti. Se il cane mostra riluttanza già in questa fase, meglio sospendere, altrimenti si prosegue inserendo per pochi secondi lo spazzolino. Con il tempo il cane deve essere abituato a farsi spazzolare in maniera vigorosa prima la parte esterna dei denti e poi la parte interna; quest’ultima va pulita aprendo la bocca dell’animale.

La pulizia può essere effettuata in due modi: il primo consiste nell’usare uno spazzolino pediatrico a setole morbide imbevuto in una soluzione consigliata dal veterinario o in un bicchiere di acqua tiepida in cui si è sciolto un cucchiaino di bicarbonato di sodio; lo spazzolino va passato sui denti con un movimento rotatorio, abituando gradualmente il cane a questa operazione. Un altro metodo consiste nell’avvolgere sul dito indice della garza sterile imbevuta negli stessi prodotti e strofinare così i denti del cane; questo metodo è molto utilizzato in quanto il dito spesso è tollerato più dello spazzolino.

Per prevenire la formazione del tartaro, o almeno per limitarne il deposito, è consigliabile dare al cane del pane secco da sgranocchiare, in quanto la masticazione di cibi duri causa utilissimi attriti dentali, oppure un osso al fluoro specifico contro l’insorgenza del tartaro.

Quando il tartaro è consistente, deve essere eliminato con l’intervento del veterinario.

Anche l’alimentazione rappresenta un punto importante per la prevenzione; infatti le crocchette destinate a svolgere una funzione di cura dei denti hanno una forma e una consistenza speciali, che costringono l’animale a masticare in modo da determinare una lieve abrasione dei denti. Inoltre si sta cercando di introdurre nelle crocchette sostanze che, liberate nel cavo orale, limitino l’adesione dei batteri alla superficie dei denti.

La pulizia dentale deve essere giornaliera, le diete speciali e l’attività masticatoria aiutano a prevenire l’indurimento della placca in tartaro. Una volta che questo è presente, è necessaria una pulizia eseguita professionalmente, in quanto, a differenza della placca, il tartaro non può essere rimosso manualmente, pena lesioni dello smalto.

La pulizia professionale comporta la rimozione sonica o ultrasonica del tartaro che si è depositato sopra e sotto la gengiva. Poiché il veterinario non può semplicemente dire all’animale di ‘stare fermo’, questa procedura richiede che il cane venga anestetizzato. L’anestesia comporta però sempre dei rischi, pertanto il veterinario potrà consigliare delle analisi del sangue o altri controlli prima di effettuare la sedazione. Dopo la pulizia professionale si esegue sempre la lucidatura dei denti per rendere la superficie liscia e ridurre la possibilità di accumulo della placca.

In molti casi il veterinario consiglierà di effettuare una successiva cura antibiotica, per evitare la diffusione dei batteri che inevitabilmente si aerosolizzano con una pulizia, essendo parti costituenti della placca.

Lavando i denti del vostro animale ogni giorno e programmando regolari visite dal veterinario, potete quindi regalare ai vostri cani una vita senza tartaro, alitosi, dolore nella masticazione e, in generale, con una salute migliore.

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