Russell Terrier Club

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Agility dog

L’agility dog è una disciplina cinofila ispirata agli sport ippici, che consiste in un percorso a ostacoli che il cane deve affrontare nell’ordine previsto, possibilmente senza ricevere penalità e nel minor tempo possibile. Durante la gara il conduttore deve seguire il cane comunicando con lui, dandogli dei comandi e accompagnandolo. Secondo il regolamento della FCI (Fédération Cynologique Internationale), questa disciplina, aperta a tutti i cani, ha lo scopo di evidenziare l’agilità dell’animale e di favorirne una buona armonia con il conduttore; per la sua pratica è quindi necessario che i partecipanti posseggano gli elementi di base di educazione e obbedienza.

Origini e sviluppo
La prima comparsa documentata dell’agility dog risale al 1978, come spettacolo di intrattenimento in occasione del Crufts Show, la principale manifestazione canina inglese. John Varley, membro della commissione che aveva organizzato lo spettacolo dell’anno precedente, venne incaricato di organizzare un evento che unisse sia l’agilità che l’obbedienza del cane e rialzasse l’audience della manifestazione, da anni in calo. Varley chiese aiuto all’addestratore di cani Peter Meanwell e insieme presentarono un lungo percorso a ostacoli, che ricordava quelli delle gare equestri. Molti ostacoli in uso ancora oggi erano già presenti in quella dimostrazione, che piacque moltissimo a tutti i proprietari di cani, sia per la velocità degli animali sia per la loro abilità nel seguire il movimento delle mani dei conduttori.

Gli spettatori chiesero addirittura che i loro cani fossero messi in grado di effettuare subito il percorso. Ben presto l’agility divenne così popolare che vennero organizzate competizioni di importanza sempre crescente, fino ad arrivare a gare di livello internazionale. Nel 1980, il Kennel Club riconobbe per primo l’agility come sport ufficiale, con la stesura di un regolamento. Durante i primi anni, i cani più piccoli non erano molto considerati; infatti tutti i partecipanti erano di altezza superiore a 45 cm. Solo all’inizio degli anni Ottanta venne introdotta la classe small (meno di 35 cm) e la prima gara per cani di questa taglia si tenne a Londra nel dicembre 1987. In Italia l’agility è approdata nel 1998 e l’interesse suscitato è stato tale che il 1° gennaio 1990 l’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) decise di pubblicare un primo abbozzo di regolamento, per poi adeguarsi - un anno dopo - a quello internazionale della FCI. Le prime gare nazionali si sono tenute nel 1990 e già nel 1991 hanno cominciato a diffondersi i club di agility.

Le regole di base
I livelli
I livelli previsti dal regolamento sono quattro: debuttanti, primo, secondo e terzo livello. Ogni cane parte dalla categoria debuttanti e per approdare al livello 1 deve superare tre prove ufficiali ENCI con il risultato di eccellente. Per arrivare al brevetto 2 è poi necessario effettuare tre risultati di eccellente netto e per passare dal 2 al 3 bisogna arrivare a tre podi in questo livello. L’agility 3, la classe più difficile, è quella che permette ai migliori di partecipare al Campionato nazionale e di entrare nella selezione italiana. Per il brevetto 3 contano non solo il percorso netto ma anche l’elevata velocità e la precisione. Per le prove, le qualifiche sono le seguenti:

  • 0 penalità eccellente netto
  • da 0 a 5,99-  penalità eccellente
  • da 6 a 15,99 - penalità molto buono
  • da 16 a 25,99 - penalità buono
  • più di 26 - penalità non classificato

Le taglie
I cani vengono divisi in tre categorie a seconda dell’altezza al garrese. Gli small, o mini, hanno un’altezza inferiore a 35 cm. I medium, o medi, devono essere compresi tra 35 e 43 cm. I large, infine, superano 43 cm. Ogni categoria ha una propria altezza degli ostacoli e un proprio TPS e TMP (v. sotto), mentre il percorso rimane uguale per tutte le categorie.

Il percorso
Il percorso è costituito da ostacoli che, a seconda della loro disposizione sul terreno, costituiscono la caratteristica del tracciato, rendendolo più o meno complesso e più o meno veloce; la sua lunghezza complessiva va da 100 a 200 m. Dovrà essere effettuato dal cane entro un tempo base e secondo l’ordine decisi dal giudice per il superamento degli ostacoli, che solitamente vanno da 18 a 22. Il tracciato viene lasciato completamente all’immaginazione del giudice, ma deve obbligatoriamente comprendere due cambi di direzione. In agility 1 non si possono prevedere più di tre passaggi su ostacoli con zone di contatto, in agility 2 e 3 non più di quattro; inoltre si potranno avere una sola gabbia e un solo slalom.

TPS e TMP

Il criterio di base per la scelta del TPS (Tempo per il Percorso Standard) è la velocità, in metri al secondo, scelta per lo svolgimento del percorso. Questa scelta sarà fatta in funzione del livello della prova e della complessità del percorso. Il TPS (in secondi) si otterrà dunque dividendo la distanza esatta del percorso per la velocità di percorso che il giudice avrà stabilito. Il TMP (Tempo Massimo per il Percorso) come convenzione generale viene stabilito dal giudice raddoppiando il TPS. In ogni caso non potrà essere inferiore a una volta e mezzo il TPS.

Lo svolgimento delle gare
Non si autorizza alcun allenamento sul percorso della prova, ma solo la sua ricognizione da parte del conduttore (tempo massimo 7 min), senza il cane. Prima di ogni prova il giudice riunirà i partecipanti per comunicarne la tipologia, il TPS e il TPM e ricorderà le norme generali e i criteri di valutazione. Il conduttore si presenta sul percorso e mette il suo cane in posizione di ferma (al piede, seduto o a terra) dietro la linea di partenza, dopo di che toglie il guinzaglio e il collare, il cui uso, per ragioni di sicurezza, non è consentito durante la prova. Il conduttore, che non deve tenere niente in mano durante il percorso, dà il comando di partenza al cane dopo il segnale del giudice. Il tempo partirà quando il cane attraverserà il primo ostacolo. I comandi e i segnali sono consentiti per tutta la durata del percorso, che deve essere seguito scrupolosamente. Dal segnale di partenza, il conduttore guida il suo cane per fargli superare gli ostacoli nell’ordine previsto, senza mai toccare né l’animale né gli ostacoli. La fine del percorso e del cronometraggio avranno luogo dopo il superamento da parte del cane dell’ultimo ostacolo. Il conduttore raggiunge il cane, lo mette al guinzaglio ed esce dal campo.

Gli ostacoli
Gli ostacoli omologati dalla FCI sono i seguenti: salto in alto, siepe, viadotto o muro, salto in lungo, pneumatico, passerella, bascula, palizzata, tavolo, slalom, tunnel rigido e tunnel morbido. Essi non devono presentare alcun pericolo per i cani e devono essere conformi a precise prescrizioni. Ogni ostacolo ha dimensioni diverse a seconda della categoria cui appartiene il cane che deve affrontare il percorso. Il conduttore deve impartire al cane un comando specifico per ogni ostacolo. Se l’ostacolo non viene superato in maniera corretta, il cane riceverà una penalità.

Penalità, errori e rifiuti
Vengono applicati due tipi di penalità: per il superamento del TPS (1 punto ogni secondo) e per errori sul percorso (5 punti per ogni penalità o rifiuto). Gli errori sono di vario tipo.

Errori di carattere generale
Il conduttore passa tra i paletti di partenza e di arrivo; il conduttore tocca volontariamente il suo cane durante il percorso; il conduttore tocca volontariamente un ostacolo durante il percorso.

Errori sugli ostacoli
Vi è errore se uno degli elementi dell’ostacolo cade prima del passaggio del cane all’ostacolo successivo. Sulla palizzata, sulla bascula e sulla passerella il cane deve obbligatoriamente mettere almeno una zampa sulle zone di contatto, sia nel salire che nel discendere. In mancanza di ciò, ogni mancato contatto prevede un errore. Sono rifiuti sul percorso: gli arresti davanti all’ostacolo, il cane che non è più in movimento, gli scarti laterali per evitare l’ostacolo, il superamento dell’ostacolo per il quale il cane sia obbligato a fare un semigiro, il salto nella cornice dello pneumatico, il cane che supera il salto in lungo camminando, il cane che mette la testa nel tunnel e poi si ritira. In caso di rifiuto il conduttore deve riportare il cane sull’ostacolo rifiutato altrimenti verrà eliminato. Se vengono accreditati più di tre rifiuti si viene eliminati.

Errori che comportano l’eliminazione
Gli errori che comportano l’eliminazione comprendono: scorrettezza verso il giudice, brutalità verso il cane, superamento del TMP, tre rifiuti sull’insieme del percorso, non percorrere gli ostacoli nell’ordine previsto, dimenticare un ostacolo, superare l’ostacolo dalla parte sbagliata, attraversamento di un ostacolo da parte del conduttore che passa sopra o sotto, se il conduttore aziona il contatore elettronico sul tavolo, se il conduttore tiene qualcosa in mano, se il conduttore riporta il cane sulla linea di partenza dopo che il cane stesso l’ha superata (salvo su ordine del giudice), se il cane porta il collare, arresto del percorso da parte del conduttore senza ordine del giudice, se il cane si distrae, lascia il terreno o non è più sotto il controllo del suo conduttore. Tutti i casi non previsti saranno risolti dal giudice, fermo restando che dall’inizio alla fine del concorso il giudice dovrà dare prova dello stesso comportamento o della stessa severità. Per ragioni indipendenti dalla volontà del conduttore (ostacolo caduto, tessuto del tunnel morbido ingarbugliato, ecc.), il giudice potrà fermare il conduttore e il cronometro. Dopo il ripristino dell’ostacolo il giudice farà ripartire il cronometro e il cane dal punto in cui si erano arrestati. Tutte le penalità fino a quel momento ricevute restano valide.

Il conduttore
È colui che accompagna il cane per tutta la durata del percorso indicando, tramite l’uso della voce e delle braccia, la giusta combinazione per portare la gara a termine correttamente. Il ruolo del conduttore non è affatto facile: infatti, nella maggior parte dei casi, a livello di gara, è il conduttore a portare all’errore il cane, magari sbagliando il braccio con cui indicare l’ostacolo, avendo il busto piegato in una posizione scorretta per la situazione o sbagliando addirittura il comando, vista la molteplicità degli ostacoli. Inoltre deve essere quasi sempre in anticipo sul cane, a meno che questo non sia particolarmente veloce da non permettere ciò. Ogni cane ha il suo modo di correre e di affrontare gli ostacoli: per esempio, alcuni cani sono in grado di curvare in un raggio molto stretto mentre altri hanno bisogno di più spazio. In tutti i casi è necessario che il conduttore trovi il giusto compromesso per far compiere al cane il percorso giusto senza andare contro al suo stile. Il risultato di una gara di agility è quindi frutto, in positivo o in negativo, dell’abilità del conduttore. L’agility va dunque intesa come uno sport di squadra.

I comandi
La base nella conduzione sta nei comandi che sono di tre tipi: vocali, gestuali e posturali.

Comandi vocali
1) Il momento corretto per dare un comando (vocale ma anche gestuale) per l’ostacolo successivo è mentre il cane sta atterrando dal salto precedente, o uscendo dal tunnel, o venendo via da una zona di contatto. 2) Nei primi tempi si consiglia di non dare il comando verbale dell’ostacolo finché non si vede il cane focalizzato sull’ostacolo stesso. Il cane infatti inizialmente tenderà a muoversi nella direzione verso cui sta guardando. È quindi compito del conduttore far sì che la punta del naso del cane sia diretta nella direzione giusta. 3) È necessario mantenere un tono di voce basso quando viene dato il comando, a meno che si tratti di un cane che ha bisogno di motivazione. È più difficile distinguere comandi dati con voce alta che con voce pacata. 4) È necessario ridurre il rumore inutile che il cane deve ascoltare mentre sta effettuando un percorso. 5) Se il cane è lento o necessita di motivazioni, è necessario aiutarlo con grandi lodi e voce incoraggiante. 6) Nell’agility non vi sono penalità per la ripetizione di comandi, ma attenzione a non abusarne: è consigliato dare sempre una sola volta il comando, a meno che il cane mostri uno stato di confusione. 7) È sconsigliatissimo chiamare il cane per nome prima di un ostacolo o mentre gli si dà un comando. Il cane tende a voltarsi verso il conduttore e perdere così la concentrazione necessaria.

Comandi gestuali
1) Nella maggior parte dei casi bisogna indicare l’ostacolo con la mano più vicina: in questo modo le spalle saranno orientate parallelamente all’ostacolo e questa posizione sarà un comando di postura supplementare. 2) Il comando gestuale deve essere fermo, mai frettoloso, incerto o intermittente. 3) Il comando gestuale deve essere contemporaneo a quello verbale. 4) Anche se il cane è davanti al conduttore il comando gestuale è comunque necessario poiché la visione periferica dei cani è molto ampia. 5) Tranne in casi particolari, è preferibile evitare di effettuare percorsi portando cibo in mano, vietato dal regolamento, che condizionerà l’andamento del cane in gara.

Comandi posturali
1) Eccetto per passaggi particolari, il corpo deve essere sempre rivolto verso la direzione in cui deve puntare il cane. 2) Una rotazione della spalla è un forte segnale per il cane di un’imminente svolta. 3) Il semplice atto di spingere il proprio baricentro verso il cane condiziona l’animale ad allontanarsi, mentre sbilanciarsi all’indietro rallenta il movimento dell’animale. 4) La postura del corpo può essere: in chiusura per mandare il cane su un ostacolo lontano evitando quello più vicino a lui, è necessario sbilanciarsi in avanti e accompagnare con un vai; in aspirazione per attirare il cane verso l’ostacolo più vicino al conduttore, la cui postura agisce come un magnete: è necessario sbilanciarsi all’indietro e accompagnare talvolta con un vieni deciso, a seconda della difficoltà della situazione.

I cambi
Sono movimenti del corpo atti a modificare la traiettoria naturale del cane a piacimento. Vi sono diversi tipi di cambi.

Cambio dietro
Questo tipo di cambio è il più complesso da affrontare ed è molto efficace solo con i cani particolarmente veloci. La tecnica consiste nell’effettuare un cambio di posizione rispetto al cane dopo averlo inviato sull’ostacolo e passando quindi dietro l’ostacolo stesso. La difficoltà sta nel fatto di evitare che il cane giri su se stesso alla ricerca del padrone che ricordava nella posizione precedente. Nel caso sfumasse questo cambio il cane effettua qualche giro su stesso (frullare, in termini tecnici) e riparte nella giusta direzione. Non comporta né errori né penalità, ma una grande perdita di tempo.

Cambio braccio
Questo tipo di cambio è molto importante ed è utilizzabile con cani di qualsiasi velocità. Consiste nel cambiare braccio per indicare un ostacolo successivo a quello appena effettuato. È molto utile perché permette di chiudere con più sicurezza la traiettoria al cane, evitando che faccia molta più strada rispetto a quella consigliata.
Cambio pivot
Il cambio pivot è quello più utilizzato in gara. Consiste nel ruotare su se stessi per cambiare posizione rispetto al cane per chiudere la strada, per esempio, a un altro ostacolo che si trova molto vicino a quello da effettuare. La difficoltà sta nel fatto di girare sempre dalla parte del cane e di guardarlo in ogni secondo di questa manovra. Se si perde di vista il cane, si rischia di perderne il controllo e di sbagliare la sequenza.

Cambio aeroplanino
L’aeroplanino è il cambio più bello da vedere, in quanto rende più fluida l’azione. A differenza che nel pivot, si corre il rischio di perdere di vista per qualche istante il cane, magari portandolo su un’altra traiettoria. Sostanzialmente consiste nel cambiare posizione nei confronti del cane, passandogli davanti quando affronta un ostacolo. È molto comodo in caso di ostacoli nei quali il cane perde di vista il padrone per qualche secondo, come i tunnel o la palizzata.

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