Russell Terrier Club

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Il lavoro del Jack Russell nel “Progetto Filippo” - Progetto di terapia assistita dagli animali Clinica pediatrica Policlinico Umberto I di Roma

Conferenza sulle razze Jack e Parson Russell Terrier
Il Jack Russell e la sua storia: dalle origini al possibile sviluppo

Dal maggio 2005 presso la Clinica pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma è attivo “Progetto Filippo: un cavallo per amico”, progetto di terapia assistita dagli animali.
La peculiarità del progetto, unico in Italia, è data dalla presenza in corsia di un pony di razza Falabella, famoso per le sue ridotte dimensioni, e di due Jack Russell. Gli scopi sono il miglioramento della qualità di vita durante la degenza ospedaliera, l’umanizzazione delle cure, l’aumento della compliance alle terapie tradizionali.
Il progetto prevede un introduzione al mondo degli animali attraverso il lavoro con la scuola in ospedale, la creazione di uno spazio immaginativo per l’incontro e la visita degli animali. L’iter terapeutico è costantemente monitorato con test e schede osservative.
L’introduzione dei cani in progetti di terapia assistita dagli animali è ormai abbastanza comune in Italia, ci sono razze ritenute particolarmente idonee allo svolgimento di questo lavoro quali Golden Retrievier e Labrador.
La scelta del Jack Russell per Progetto Filippo è fortemente connessa all’antico legame tra questa razza e il mondo dei cavalli. Inoltre le caratteristiche della razza sono apparse particolarmente adatte alle visite in ospedale: il pelo corto e facile da pulire, le piccole dimensioni, il carattere vitale, l’inclinazione al gioco, l’agilità.
Il lavoro è iniziato grazie al sostegno di amici che ne hanno permesso la realizzazione con la donazione degli animali.
La prima cucciola donata dal Jack Russell Terrier Club Italia è stata Amanda, quindi è stata la volta di Becki; poi è entrata a far parete del gruppo di lavoro Birba.
Ognuna delle due cucciole donate ha da subito avuto un affidatario: Amanda vive con la sua conduttrice Marta Scriboni, Becki con Simona Betunio e Birba con la sua conduttrice Serena D’Alessandro.
Le tre storie sono molto differenti: Amanda è arrivata nel primo anno di vita del progetto ed è da tutti definita “la Jack della clinica”, dal momento della donazione ha iniziato il suo iter educativo insieme a Marta; la sua conduttrice ha frequentato un corso come pet partner presso AIUCA, parallelamente Marta e Amanda hanno seguito lezioni di educazione e hanno iniziato le visite presso la Clinica.
Avevamo giudicato importante farla crescere con i bambini perché ne potessero vivere lo sviluppo e i cambiamenti, la sentissero vicina e si sentissero responsabili di lei, a questo scopo ha avuto anche un padrino che le ha dato un secondo nome: Brina.
Tutto questo ha molto influenzato la maturazione di Amanda: inizialmente molto esuberante ed energica, con il lavoro si è riusciti a canalizzare le sue energie insegnandole ad alternare momenti di gioco a momenti di rilassamento durante i quali i bambini potevano accarezzarla, tenerla sulle gambe, osservarla.
Il lavoro in oncologia pediatrica ha stabilito delle priorità: i bambini in terapia sono caratterizzati da ritmi lenti, necessità di stimoli non invasivi, desiderio di contatto corporeo gradevole, volontà di muoversi liberamente; le diverse patologie determinano il tipo di lavoro che il cane svolge, il tipo di interazione e di coinvolgimento.
Di infinita piacevolezza è per i piccoli pazienti portarla a passeggio nel corridoio, conducendola a far visita agli altri che, ad esempio durante la permanenza in camera sterile, attendono dietro il vetro per poterla salutare.
Amanda è l’idolo dei bambini in quanto è capace di rimanere seduta in equilibrio sulla sella a dorso di un pony, impersonando dunque, in una dinamica di gioco, il vero “cane dei cavalli”.
Becki vive simbioticamente con Simona, le è stata donata durante lo svolgimento degli ultimi cicli di chemioterapia, ha anche trascorso alcune ore di questi difficili momenti accanto a lei, piccolissima, avvolta in una coperta ai piedi del letto.
Da quel momento è iniziato il suo ruolo nella vita di Simona, ha rappresentato una carica, un motivo per reagire e affrontare le difficoltà, la causa per cui rimettersi presto e tornare a casa.
Becki ha una forte personalità, osserva costantemente Simona e intrattiene con lei una forte interazione: è interessante osservare l’uso dello sguardo: se Simona è serena, attiva, lei si muove tranquillamente nello spazio attorno a lei, se percepisce una variazione dell’umore, la tendenza a chiudersi in se stessa, sollecita Simona andando a incontrarne lo sguardo e accentrando l’attenzione su di sé.
La nuova componente del gruppo è Birba con la sua conduttrice Serena.
Una Jack a pelo ruvido entusiasmante e coinvolgente: la loro esperienza è fondata sul lavoro con persone disabili, questo rende Birba particolarmente adatta al coinvolgimento dei bambini timidi e restii: capace dei giochi più disparati, stupisce i bambini con il nascondino, l’agility, il rotola.

La sua indole effervescente calamita i bambini distogliendoli dalla realtà ospedaliera, ha la capacità di attivare energie, induce al gioco, al movimento e al mantenimento dell’attenzione.
L’esperienza maturata in questi anni di lavoro con i Jack Russell e la passione che mi lega a loro mi porta a riconoscere in questa razza molte caratteristiche fortemente fruibili nell’ambito della terapia assistita dagli animali: la dinamicità e la dolcezza, la forte personalità e la vivace intelligenza nel discernere le situazioni, la resistenza fisica e il coraggio, l’energia e la voglia di vivere.
Grazie per essere amici di Progetto Filippo e per averci donato questi inestimabili compagni di lavoro e di vita!

Chiara de Sanctis

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