Russell Terrier Club

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STORIA DEL PARSON E DEL JACK RUSSELL

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Nell’ultimo decennio, è diventato molto popolare un particolare tipo di terrier piccolo e vivace, come non era mai successo da quando esiste la razza, cioè da un secolo e mezzo.

Il successo strepitoso di questi cani è sicuramente dovuto al loro musetto intelligente e vispo e alla loro piccola taglia. Tuttavia, la quasi totalità degli ammiratori ignora il vero cane “nascosto” dietro le apparenze.

Il Parson e il Jack Russell sono stati infatti selezionati per uno scopo ben preciso. Le caratteristiche che hanno permesso ai loro antenati di raggiungere con successo questo scopo permangono negli odierni Russell, rendendoli perfetti compagni per alcune persone e veri “incubi” a quattro zampe per altre.

Le razze oggi conosciute come Parson Russell e Jack Russell hanno avuto origine in Inghilterra nel 19° secolo, quando il reverendo John (detto Jack) Russell allevò un tipo di terrier di dimensioni ridotte con lo scopo di stanare piccola selvaggina, in particolare la volpe, dalla sua tana.

Sebbene vi siano delle differenze tra quei cani e i Parson e i Jack Russell moderni, la personalità e le caratteristiche fisiche rispecchiano ancora il loro retaggio di “cacciatori di volpe”.

I PRT e JRT hanno un corpo di piccole dimensioni e sono compatti e flessibili; ciò permette loro di entrare e destreggiarsi negli spazi ristretti di una tana sotterranea. Il mantello, prevalentemente bianco, li rende estremamente visibili. Inoltre, possiedono l’energia e la resistenza per seguire i segugi e i cavalli per lunghi tratti e hanno l’intelligenza, il coraggio e la tenacia per trovare e affrontare la preda.

I futuri proprietari devono essere ben consapevoli che il retaggio di questi cani, allevati per il lavoro, ha selezionato non dei simpatici peluche, ma dei soggetti con una testa per pensare. Una volta chiarito questo aspetto, sarà più facile capire le caratteristiche dei Russell moderni.

I Parson e i Jack Russell prendono il nome dal reverendo John Russell, che selezionò alcuni dei migliori soggetti utilizzati per la caccia alla volpe nel Devonshire, in Inghilterra, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Il reverendo Russell preferiva un cane che fosse audace abbastanza da seguire la volpe fin dentro la tana ma abbastanza controllato da stanarla per i segugi e i cacciatori a cavallo senza arrivare a ucciderla.

La storia di questi cani è fortemente collegata sia con il territorio e la società rurale della zona dell’Inghilterra meridionale dove hanno avuto origine, sia con la passione di un uomo per la caccia alla volpe con i segugi, i cavalli e, ovviamente, con i terrier.

Infatti nel sud dell’Inghilterra, dove visse Russell, la caccia alla volpe era uno sport molto praticato.
I cani che cacciavano la volpe in quelle zone dovevano avere zampe abbastanza lunghe per stare dietro ai segugi e ai cavalli, inoltre dovevano essere tanto coraggiosi da stanare la preda o addirittura tirarla fuori dalla tana. Questo è il tipo di cane che il reverendo Russell allevò.

John Russell, che era nato nel 1795, si appassionò ai terrier per la caccia alla volpe fin dalla più giovane età. Quando aveva 16 anni, insieme a un altro studente, teneva nove terrier nel convitto scolastico dove viveva. Nascondere così tanti cani turbolenti deve essere stata un’impresa e infatti i due studenti furono scoperti; l’amico venne espulso e Russell fu punito duramente.

John Russell continuò gli studi fino a diplomarsi e poi laurearsi a Oxford. Di pari passo, anche la sua passione per la caccia alla volpe continuava a crescere, e non appena poteva si dedicava al suo passatempo preferito nei Circoli della caccia di Beaufort, Bicester e Old Berkshire.
Nel 1820 prese gli ordini e ritornò come curato nel Devon, dove aiutava il parroco e andava spesso a caccia. Nel 1826 sposò Penelope Bury, appassionata come lui di caccia alla volpe. La carriera ecclesiastica lo portò in varie parrocchie sparse in tutto il Devonshire, dove continuò a cacciare e ad allevare eccellenti soggetti fino alla sua morte, avvenuta il 28 aprile 1883.

Il reverendo Russell fu uno dei membri fondatori del Kennel Club, istituito in Inghilterra nel 1873. Era anche conosciuto come il “padre dei Fox a pelo duro”.

Per l’allevamento e la caccia, Russell, e altri appassionati, selezionarono dei cani molto uniformi nelle dimensioni: alti 35 cm, con un peso compreso tra 7 e 8 kg e torace con una circonferenza da 35 a 40 cm: all’incirca le stesse dimensioni di una volpe rossa. Pur mantenendo uno standard ben preciso, questi patiti della razza tennero volutamente fuori dalle competizioni ufficiali i loro terrier, che utilizzavano unicamente per il lavoro.

I cani di Russell si distinguevano per essere prevalentemente bianchi, con macchie tan, o nere e tan, limitatamente alla testa e alla base della coda. Egli insisteva molto anche sul concetto che i suoi cani dovevano essere capaci di mantenere la concentrazione e non cedere alla tentazione di uccidere la preda. Dovevano abbaiare alla volpe per stanarla, in modo che il “terrierman” potesse scavare la tana per far uscire la volpe, affinché la muta a cavallo potesse poi finire il lavoro.

Nel corso degli anni i cambiamenti nelle pratiche dell’agricoltura alterarono la natura della caccia alla volpe in quelle zone dell’Inghilterra meridionale e il costo della caccia a cavallo divenne proibitivo per molti.
Anche lo sport con i terrier cambiò. Per cacciare i nocivi, molti di questi cani venivano portati e quindi liberati in prossimità delle tane delle volpi e dei tassi.

Alcuni di questi soggetti, con il corpo rettangolare e le zampe più corte, che siamo stati abituati a vedere anche nel nostro Paese prima del riconoscimento della razza, in Inghilterra venivano tenuti nelle scuderie per liberarle dai topi e dai ratti; infatti venivano comunemente chiamati “horsedog”. Tuttavia, fino a qualche anno fa, tutti i tipi di Russell da lavoro venivano chiamati senza distinzione “Jack Russell”. Molti però mancavano dell’intelligenza, del temperamento equilibrato e dei tratti fisici –lunghezza delle zampe, dorso non troppo allungato e orecchie ripiegate in avanti – apprezzati dal reverendo Russell e dai suoi compagni.

Molti dei cani esportati nel mondo e presentati come Jack Russell erano esemplari tipici di questi “falsi Jack”, con zampe corte, dorso allungato, orecchie appuntite e personalità frequentemente ostinata e aggressiva. Proprio per questi motivi, si è sentita la necessità di definire uno standard per la razza.

Nelle varie organizzazioni che riconoscono lo standard delle due razze, si applicano diverse regole ai terrier dalla gamba lunga e/o corta. L’FCI (Fédération Cynologique Internationale, o Organizzazione Canina Mondiale), che regolamenta le mostre in molte nazioni, riconosce l’origine inglese del Parson Russell e utilizza lo standard britannico della razza, che specifica un’altezza da 33 a 36 cm. L’FCI riconosce anche il Jack Russell come razza separata, con origine inglese e sviluppo in Australia, e accetta lo standard australiano, che specifica un’altezza che va da 25 a 30 cm.

In ogni caso, qualunque sia il loro nome, i moderni terrier di tipo Russell discendono dai cani da lavoro del reverendo e condividono con quei soggetti molti tratti distintivi, in special modo un forte temperamento in un piccolo corpo, resistente e compatto. L’audacia, l’intelligenza e l’atteggiamento forte e resistente sono le caratteristiche che hanno indubbiamente mantenuto alta la popolarità di questi cani per più di un secolo, malgrado le opinioni e le preferenze diverse da parte delle persone che li amano.

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