Russell Terrier Club

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I jack russell terrier e i tartufi

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Negli ultimi anni si è notevolmente diffuso l’utilizzo dei Jack Russell Terrier nella “cerca al tartufo”. Questi cani, grazie al loro spiccato istinto predatorio e alla loro tenacia, uniti a una energia e una resistenza notevoli, si sono rivelati particolarmente adatti a tale attività. Inoltre la piccola taglia permette loro di addentrarsi facilmente tra spini e rovi fittissimi dove i cani di taglia media, generalmente utilizzati, non riescono ad arrivare.

Il tartufo, fungo ipogeo, per i nostri Jack rappresenta una preda vera e propria, e per raggiungerla arrivano a strappare le radici degli alberi con la loro forte dentatura.

Le zampe, corte ma forti ed energiche, scavano freneticamente anche i terreni più duri e pietrosi.

La foga non si arresta nemmeno in presenza delle condizioni atmosferiche più avverse: neve, pioggia o caldo asfissiante.

La taglia ridotta e la struttura compatta poi permettono ai Jack di mantenersi in equilibrio scavando anche sulle spallette di terreno quasi verticali, dove facilmente si formano i tartufi e dove gli altri cani non hanno la capacità di destreggiarsi.

Nella prima foto potete vedere Tellina, una esperta “cacciatrice” di tartufi, immortalata con i bottini che regolarmente recupera a ogni uscita.

Ultimamente ha partecipato a una importante gara nazionale di cerca al tartufo bianco nelle Marche, nella quale hanno gareggiato circa 70 agguerritissimi ed espertissimi cani da tartufo bianco provenienti da tutta Italia. Ebbene, nonostante fosse stata impiegata esclusivamente nella ricerca del tartufo nero, la nostra Jackina si è classificata inaspettatamente terza avendo impiegato, per recuperare i quattro minuscoli tartufi bianchi, 1 minuto e 11 secondi, soltanto 2 secondi in più del secondo classificato e 12 secondi in più del primo!

L’addestramento a questo tipo di attività inizia già a due mesi di vita del cucciolo.

In genere vengono preferite le femmine, in quanto sono più disciplinate, mentre i maschi tendono a distrarsi facilmente.

Il primo passo è il “riporto”, che consiste molto semplicemente nel lanciare un oggetto (pallina o altro) e premiare il cane con un bocconcino quando lo stesso oggetto viene riportato (meglio se direttamente nella vostra mano).

Il secondo step consiste nel nascondere l’oggetto sotto una sottile zolla di terra, appena sollevata con una paletta, e invitare il cane a cercarlo e recuperarlo, naturalmente premiando il cucciolo a missione compiuta.

A questo punto l’“oggetto” può essere sostituito con un vero tartufo (bianco, nero, “caciola”) o con una noce moscata impregnata di olio tartufato.

Una volta appresi questi primi rudimenti, è il momento di “uscire” e mettere in pratica sul campo tutto quello che nel proprio giardino, o nel parco, sembra tanto facile.

Bisogna armarsi di molta pazienza, in quanto c’è da camminare parecchio, ma l’impegno verrà sicuramente ripagato quando il vostro cucciolo riporterà orgoglioso il suo primo tartufo!

Vi ricordo che per la ricerca e la raccolta del tartufo è necessario possedere un tesserino rilasciato dall’Assessorato Agricoltura e Foreste e conseguito a seguito del superamento di un esame.

Laura Scafetta

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