Russell Terrier Club

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Il carattere del Jack Russell

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“Un animale simile l’avevo immaginato soltanto nei miei sogni”. Questa è la descrizione che John Russell fa di Trump, la cagnetta destinata a diventare la fondatrice del suo allevamento, un allevamento di cani molto diversi dagli altri, all’epoca conosciuti come “Parson Jack Russell Terrier”. Oggi molte persone chiamano Jack Russell ogni piccolo terrier, prevalentemente bianco. Il libro tenta di spiegare la vera storia di questa razza, di un cane da esposizione, di un lavoratore per eccellenza, di un cane da compagnia di grande popolarità. Molti sono ancora convinti che il Jack Russell sia un piccolo cane compatto, con le zampe anteriori che ricordano una sedia Chippendale, con macchie colorate (perfino nere e marroni in assenza totale di bianco) e una coda corta e ispida.

Tutti sanno che cos’è un JRT o almeno pensano di saperlo! Se si dovesse tracciare un identikit di alcuni esemplari di questa razza, la descrizione del cane potrebbe essere probabilmente la seguente: 10 inchs di altezza (o forse 16), 30 libbre di peso (o forse 12), gambe corte, lunghe, dritte o storte, pelo corto, ruvido e rotto, bianco con macchie nere e/o marroni, oppure nero e marrone con delle chiazze bianche; allevato per la caccia alla volpe, per inseguire i conigli, per cacciare topi e per essere trasportato a cavallo.
Tuttavia la sola cosa che accomuna tutte queste creature diverse è il carattere. Ho usato deliberatamente questa parola anziché temperamento o indole, perché bisogna dire che alcuni di questi diversi tipi di cosiddetti Jack Russell hanno dei temperamenti piuttosto indefiniti. In questo contesto, come d’altronde in tutti gli altri, vale la pena ricordare una descrizione che il Reverendo faceva dei suoi terrier: “coraggiosi ma non litigiosi “.
Il Reverendo Russell allevava Fox Terrier. Questa affermazione non sarà mai ricordata a sufficienza. Il Parson Russell è un terrier allevato per stanare la volpe. Per John Russell la caccia è stata la passione di tutta la vita. Il suo scopo era allevare terrier che avessero molto coraggio e una struttura fisica che gli consentisse di eseguire il loro compito nei freddi inverni di Exmoor. Era forse inevitabile che altri allevatori, più interessati alle mostre canine che alla caccia, trasformassero il Fox Terrier nel cane elegante di oggi. L’allevamento del reverendo era di tipo tradizionale, mentre altri allevatori erano alla ricerca di una linea più moderna.
Il nome Russell è diventato sinonimo di tutti i piccoli terrier bianchi da lavoro. Allo stesso tempo coloro che pretendono di essere seriamente interessati agli allevamenti non accettano l’uso di questo nome se non per descrivere un terrier di 14 inch e dal pelo duro, definito nel 19° secolo un Fox Terrier.
Il tipo di Jack Russell più piccolo, con le gambe corte, può riscuotere molto successo (per i suoi proprietari è indubbiamente il tipo di terrier più bello del mondo) e non c’è dubbio che il cane che si è affermato con il nome di Jack Russell in Australia è ormai molto popolare, sta rapidamente guadagnando molti consensi ed è sempre meglio conosciuto nelle esposizione dei Kennell Club. Rimane tuttavia l’interrogativo se questi cani debbano essere chiamati Jack Russell. Un tempo erano conosciuti nel Regno Unito come Hunt Terriers (terrier da caccia). Per essere precisi sarebbe quindi opportuno ripristinare il vecchio nome.

TEMPERAMENTO
Lo standard dell’allevamento britannico richiede che il Russell sia “coraggioso e amichevole”. Altri standard usano termini come “sicuro di sé” e “audace”. Forse lo standard americano somma le migliori caratteristiche della razza: “sul lavoro è un cacciatore instancabile, tenace e coraggioso. In casa è giocoso, esuberante e straordinariamente affettuoso. È un terrier indipendente e pieno di energie e richiede la dovuta attenzione”.
Forse, poiché nel corso degli anni così tanti piccoli terrier incrociati con altre razze hanno immeritatamente portato il nome di Jack Russell, la razza si è guadagnata la reputazione di “aggressiva” e “imprevedibile”. Ho ricevuto una volta una richiesta di un cucciolo da una famiglia che viveva ad alcune miglia di distanza dalla mia abitazione. Al telefono ho fatto le solite domande: avete un giardino? è ben recintato? C’è sempre qualcuno in casa? Che età hanno i bambini? La famiglia sembrava perfetta e ci mettemmo d’accordo per fargli conoscere la cucciolata che aveva sette settimane circa.

All’ora stabilita arrivarono, mamma papà due teenager e la nonna. Abbiamo dovuto portare la nonna, spiegò il padre, perchè il cucciolo è per lei. Poveri noi, la nonna era piuttosto anziana e camminava con l’aiuto di un bastone. Mentre cercavo un modo diplomatico per spiegare che non ritenevo opportuno affidare un cucciolo a una persona di quell’età, lasciai i cuccioli fuori a giocare. Naturalmente i ragazzi furono entusiasti dei cuccioli, e tutti erano d’accordo su quanto fossero adorabili.

Allora dissi che sarei andata a prendere la mamma in giardino. Subito i ragazzi proposero di rimettere i cuccioli nel loro recinto tenendosi a distanza, perché temevano che la mamma non gli avrebbe consentito di toccare i cuccioli. Spiegai che Redwing era sempre entusiasta di esibire la sua famiglia ai visitatori. Inoltre, visto che cominciava ad averne abbastanza dei suoi cuccioli, sarebbe stata molto contenta di darne subito via uno. Redwing arrivò con il suo solito entusiasmo, scodinzolando, e disse ciao a tutti i presenti prima di tornare dai suoi cuccioli. Io mi stavo ancora chiedendo come respingere diplomaticamente la loro richiesta di acquistare un cucciolo quando mi resi conto dei loro sguardi imbarazzati.
Sono dei cuccioli adorabili, disse il padre, e la mamma è così carina, aggiunse la madre, e molto affettuosa, aggiunse la nonna. Ma… non è realmente un JRT, non è vero? Pochi secondi prima stavo cercando il modo giusto per dirgli che non potevano avere un cucciolo, adesso ero mortalmente offesa che pensassero che la madre non era abbastanza bella. Sottolineai in modo gelido che il padre aveva vinto diverse esposizioni; che la stessa Redwing aveva accumulato diversi premi; ricordai i loro illustri antenati descritti nel pedigree. Ma loro erano fermissimi.
Non poteva essere un Jack Russell perché non mordeva le persone. Allora fu chiaro che la nonna voleva un cane da guardia ma “non era in grado di gestire un Rottweiler”, così aveva pensato che un JRT potesse fare al suo caso.

TRADIZIONE
Naturalmente questa famiglia non è la sola a credere che i Russell siano aggressivi e imprevedibili, ma bisogna dire che in molti casi questa opinione è ingiustificata. Basta pensare per un attimo alle ragioni storiche per cui è nata la razza. In quanto cani usati nella caccia alla volpe, abituati a lavorare (e spesso a vivere) accanto ai segugi, i Russell non devono mai essere litigiosi e irascibili, perché se così fosse i Foxhounds glielo impedirebbero! Di fatto i Russell sono molto affini ai segugi. La mia cagnetta Replica ha sempre vissuto nel canile con tre maschi di Otterhounds e durante la notte dormiva in mezzo a loro, se invece cercavo di metterla con un altro terrier si sedeva sulla porta impedendo al cane di entrare.
Come i terrier devono essere socievoli con gli altri cani, così essi devono anche accettare di ignorare gli altri animali e, fatto ancora più importante, devono convivere con le persone compresi gli estranei.
Un JRT non dovrà dunque mai essere aggressivo nei confronti delle persone o degli animali.

BAMBINI
Le persone spesso chiedono se i Russell sono buoni con i bambini. La mia risposta è sempre in forma di domanda. E i bambini sono buoni con i cani? Molti Russell amano i bambini e sono dei compagni ideali l’uno per l’altro, ammesso che i bambini siano stati educati a trattarli con gentilezza.

ISTINTO
Tuttavia talvolta i problemi sorgono quando la gente dimentica (o non ha mai imparato) che il Russell è un vero terrier. L’istinto alla caccia è estremamente forte e l’energia e l’entusiasmo che contraddistinguono il carattere della razza devono essere usati in modo costruttivo se cane e padrone vogliono gioire del proprio rapporto.
Poche persone in Gran Bretagna hanno l’opportunità di far lavorare i terrier nella maniera in cui devono. Ma un cane da lavoro ha una sicurezza e una fiducia in se stesso che gli deriva dalla consapevolezza di quello che è lo scopo della sua vita.
Va detto che molti cani vogliono compiacere i loro proprietari, ma un terrier vuole prima di tutto compiacere se stesso, e questo vale ancora di più per un Russell. Se un JRT non può fare il lavoro per il quale la razza è stata creata, è necessario fargli svolgere altre attività che gli permettano di sfruttare tutta la sua energia e il suo entusiasmo. L’obbedienza e l’agility stimolano il cervello, il gioco con la palla e la corsa nel parco rendono un terrier felice e contento e giovano alla sua salute.

Il Jack Russell è una delle razze di cani più intelligenti. Tuttavia, se si vuole stabilire una buona relazione con il proprio cane, è fondamentale capire gli istinti che hanno portato la razza a svolgere il suo ruolo tradizionale. Un Russell è destinato ad abbaiare ma solo alle volpi che stanno nelle tane, se voi lo consentirete abbaieranno a molte altre cose perché abbaiare è qualcosa in cui sono bravi. La soluzione naturalmente è quella di impedirgli di abbaiare prima che questo diventi un’abitudine, altrimenti anche voi avrete uno di quei piccoli terrier che non smettono mai di abbaiare e che la gente odia.
Il terrier va a caccia istintivamente ma non per questo bisognerà consentirgli di cacciare qualsiasi cosa. Un Russell tuttavia non è destinato a uccidere la selvaggina, anche se deve potersi difendere in caso di pericolo. Per questo ha una dentatura grande e forte che può far male anche se usata per gioco. Se provocate un terrier, il vostro comportamento verrà interpretato come quello di una volpe, quindi non meravigliatevi se subirete lo stesso trattamento che il cane riserva all’animale.
Questo non è indice di un cattivo carattere, è piuttosto il comportamento istintivo indotto di generazione in generazione.
Trattate un Russell con rispetto e sarete ricambiati con altrettanto rispetto.

In Sheila Atter, “Jack Russell Today”, Howell Book House, New York 1995

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