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L’aggressività

aggressivita1L’aggressività è una caratteristica presente in tutte le specie animali. È evidente che un predatore che non aggredisce le proprie prede difficilmente sopravvive, mentre può essere meno ovvio il motivo per cui anche una preda deve essere aggressiva; questo comportamento di solito si verifica in circostanze che possono mettere a rischio la conservazione della specie, come avviene nel caso di una madre che, a qualsiasi specie appartenga, diventa aggressiva per difendere i propri cuccioli in caso di una minaccia.

Tra le specie animali il cane è uno dei tanti predatori. L’aggressività predatoria nel cane è quindi piuttosto sviluppata; inoltre, essendo il cane un animale sociale, anche la sua aggressività sociale è ben sviluppata.

È importante sottolineare che, mentre nell’aggressività predatoria l’aggressione deve portare alla morte dell’oggetto dell’assalto, nell’aggressività sociale i conflitti sono ritualizzati. Infatti i rappresentanti di una stessa specie combattono tra loro per la gerarchia, il territorio, il cibo o la femmina, ma queste lotte sono di rado pericolose per la sopravvivenza. In generale, i combattimenti avvengono tramite comportamenti aggressivi ritualizzati, formati da un insieme di elementi stereotipati e convenzionali (grida, esibizioni di parti corporee a effetto terrifico, movimenti alterni di avvicinamento, fuga, accerchiamento, atteggiamenti di minaccia o di resa incondizionata), nei quali ben difficilmente le armi micidiali dei contendenti (zanne, artigli, corna ecc.) sono impiegate per uccidere. Il lupo vincitore non azzanna a morte il lupo vinto che gli offre, in atto di sottomissione, la gola, ma cavallerescamente permette all’antagonista di andarsene incolume.

Nelle specie domesticate, tuttavia, l’uomo ha cambiato le leggi in vigore da sempre in natura: di conseguenza il cane, che fra tutti gli animali è quello che più di tutti vive quotidianamente a fianco dell’uomo, si trova in un mondo per lui completamente “artificiale”. Se un cucciolo viene sottratto alla madre prima che abbia avuto il tempo di insegnargli le regole sociali “naturali”, non dobbiamo stupirci se questo cucciolo, una volta diventato adulto, utilizzerà in modo sbagliato la sua aggressività. In un mondo “artificiale”, dove i cani non sanno più se devono cacciare le prede oppure no (e non sanno più cosa è preda e cosa non lo è), dove non sono chiare le gerarchie di gruppo, dove viene loro impedita o costretta la procreazione e via dicendo, è prevedibile che anche i comportamenti aggressivi siano stravolti.

L’aggressività viene classificata in diversi tipi, in base ai destinatari, al contesto e ai fattori scatenanti. I destinatari possono essere: componenti del nucleo familiare (dominanza); sconosciuti (paura/dominanza); altri cani (intraspecifica/paura); altri animali (predatoria/dominanza). Il contesto si può verificare: quando le persone entrano o escono (territoriale/dominanza); quando si toglie una cosa al cane (territoriale/dominanza/possessività); quando si tocca il cane (dominanza); quando si punisce il cane (paura/dolore/dominanza); quando persone/animali corrono (predatoria). I fattori scatenanti sono: dominanza, aggressione verso bambini, territorialità, paura, predatorietà, aggressività intraspecifica, dolore.


La dominanza è una caratteristica che di per sé non può essere descritta né come buona né come cattiva. Il cane dominante è solitamente prepotente e molto assertivo, ma non necessariamente aggressivo. Il comportamento tipico del cane dominante è quello di mettere le zampe o la testa sopra alle persone, di avvinghiarsi alle gambe, di bloccare le vie di accesso. Spesso il cane dominante manifesta anche altri tipi di aggressività collegati al controllo degli spazi, delle persone, delle cose e del cibo. Il 90% dei cani che mostra aggressività motivata da dominanza è rappresentato da maschi non sterilizzati. L’età in cui caratteristicamente iniziano i comportamenti del cane dominante, che sono espressi da ringhi, latrati e a volte sbattere dei denti, è in genere tra i 18 e i 24 mesi. Le circostanze in cui questo tipo di aggressività si manifesta sono: difesa delle risorse (cibo), difesa del luogo dove il cane riposa abitualmente; difesa della persona prediletta; difesa di giocattoli/oggetti; se il cane viene disturbato mentre dorme; se ci si avvicina a una persona o a un oggetto; se un componente del nucleo familiare lascia un ambiente; in risposta a gesti o movimenti considerati dominanti, come minacce/punizioni, carezze, abbracci (collo), piegarsi sul cane, camminare in prossimità del cane o “sopra”, pressione sulle spalle, restrizione del movimento, sguardo fisso, tolettatura. L’aggressività da dominanza è spesso causata da predisposizione genetica. La castrazione non previene né tanto meno cura questo tipo di aggressività, tuttavia le reazioni del cane dominante sterilizzato sono meno intense, meno repentine e durano meno rispetto a quelle del cane integro; questo trattamento è quindi una opzione da prendere in considerazione nel trattamento del problema. L’aggressività da dominanza non può essere eliminata e controllata, l’uso della forza ne aggrava l’intensità con conseguente maggior pericolo per chi dovesse venire a contatto con il soggetto interessato. Si consiglia la consultazione di un comportamentalista cinofilo, anche se spesso si riesce soltanto a trovare una parziale soluzione al problema.

L’aggressività da paura si manifesta a seguito di due cause: contatto con animali o persone sconosciuti (cane mal socializzato tra 4 e 12 settimane di vita); precedente associazione spiacevole con persone o animali. Solitamente il cane, sentendosi minacciato e quindi in pericolo, cerca come prima soluzione la fuga; tuttavia i cani che si trovano sul proprio territorio, o quelli impossibilitati alla fuga (cane legato), sono tra i candidati più probabili a mordere la persona o l’animale che li fa sentire minacciati. La paura del cane nei confronti del proprio padrone in genere rivela un rapporto sbagliato, magari qualche colpo dato con il giornale oppure una bagnatina del naso nella pipì, pratiche considerate ormai inefficaci, dannose e senza alcun fondamento scientifico. Anche in questo caso l’uso della forza accresce il comportamento indesiderato: il cane dopo essersi sentito minacciato reagisce per paura, il proprietario lo colpisce e il cane non fa altro che “convincersi” ulteriormente che la sua paura era del tutto giustificata! Questo tipo di aggressività si può manifestare in maschi o femmine indifferentemente, a un’età variabile e in qualsiasi razza; il cane impaurito ringhia, abbaia e può mordere indistintamente persone o animali di famiglia o sconosciuti. Le circostanze in cui questo tipo di aggressività si evidenzia sono: visita dal veterinario; in seguito a rimprovero, minaccia o dolore; quando si cerca di avvicinarsi dopo aver tentato di evitare la minaccia. Anche l’aggressività da paura può essere causata da predisposizione genetica ma più frequentemente è dovuta a una socializzazione non corretta o a un’esperienza negativa. Con l’aiuto di un comportamentalista, la previsione di correzione del comportamento è buona.

Vi sono due tipi di aggressività predatoria: il primo indirizzato a piccoli animali come gatti, piccoli cani, uccelli e bambini molto piccoli, il secondo rivolto a joggers, ciclisti, postini ecc. Tecniche gentili hanno poco o nessun effetto nel controllo del cane, mentre tecniche basate sul rinforzo positivo possono assicurare discreti successi. Questo tipo di aggressività, non molto frequente, si può manifestare indifferentemente in soggetti maschi o femmine, di qualsiasi età o razza. Il cane insegue mordendo persone e animali, senza abbaiare o ringhiare; il comportamento aggressivo può iniziare con movimenti furtivi e viene stimolato da persone o animali sconosciuti che si muovono velocemente. Anche in questo caso, con l’aiuto di un comportamentalista, la previsione di correzione del comportamento è discreta/buona.

L’aggressività territoriale si manifesta all’interno dell’ambiente domestico nel quale vive il cane, ma in determinate circostanze può avvenire anche al di fuori, nei casi in cui viene superata la distanza critica dal cane che difende un membro della propria famiglia. Di solito i destinatari delle aggressioni sono persone o animali poco o affatto conosciuti dal cane. Si manifesta più spesso in giovani cani maschi da 1 a 3 anni di età, in qualsiasi razza, con più frequenza nelle razze selezionate per la difesa del territorio. Le circostanze che innescano la reazione aggressiva sono: una persona o un animale sconosciuto che cammina in prossimità dell’abitazione, oppure che entrano o escono dall’abitazione stessa. A volte il soggetto può manifestare aggressività anche fuori di casa, se uno sconosciuto si avvicina al padrone o in macchina. Con l’aiuto di un comportamentalista, la possibilità di correzione è buona, se non si tratta di un caso limite e il proprietario collabora.

L’aggressività causata da dolore si manifesta a seguito di un dolore provocato al cane. Il dolore può essere causato da un colpo, dalle conseguenze di un incidente, oppure da patologie. In genere il cane che soffre dolore avverte prima di mordere… ma non sempre. È più frequente in cani molto anziani, sia maschi che femmine, e può essere influenzata da dominanza o paura; può anche verificarsi a scopo preventivo. Con l’aiuto di un comportamentalista, la possibilità di correzione è buona.

L’aggressività idiopatica non risponde ai normali canoni, non è conseguente ad azioni sbagliate, non è prevedibile e non se ne conoscono esattamente le cause. Difficile da diagnosticare, tipicamente inizia quando il soggetto ha tra 1 e 3 anni (come l’aggressività da dominanza). Questa aggressività è del tutto imprevedibile e si manifesta con una reazione paradossa (rage syndrome): il cane attacca ripetutamente e non riesce a fermarsi. Probabilmente legata a una predisposizione genetica o a una disfunzione neurologica, l’aggressività idiopatica porta a un rapido deterioramento della situazione. Anche con l’aiuto di una comportamentalista, le possibilità di miglioramento molto remote.

L’aggressività correlata alla gerarchia è rara tra sessi opposti e si manifesta più facilmente da parte di giovani adulti contro vecchi adulti; nessuna razza è più predisposta di altre. Le lotte possono essere violente, specialmente tra femmine; si riscontra una componente di dominanza o di paura. Gli episodi si verificano spesso in presenza del proprietario e per il controllo delle risorse. Rivolgendosi a un comportamentalista le possibilità di soluzione sono buone, anche se più complesse tra le femmine che tra i maschi.

L’aggressività reindirizzata avviene tipicamente durante un’altra manifestazione di aggressività, per esempio tra due cani che litigano al cancello e un terzo che arriva per unirsi al “combattimento”, oppure verso la persona che separa due cani che si sono attaccati. Inizia quando s’interrompe il comportamento aggressivo precedente.

Conclusioni
È possibile affermare che l’aggressività è un problema che va affrontato con la testa, e non con i muscoli, se si vogliono avere ragionevoli possibilità di recuperare il cane a un comportamento accettabile. Qualsiasi forma di violenza o prepotenza non fa altro che aggravare il problema. Quali sono i cani più pericolosi? Cani maschi non sterilizzati sono responsabili per il 70-90% delle aggressioni. Dai negozi per animali e dagli allevamenti “in serie” escono cani con un’altissima incidenza di aggressività da dominanza e fobie varie. La mancanza di un’adeguata socializzazione antecedente all’età di 14 settimane è la causa delle patologie comportamentali associate con comportamenti di paura e/o aggressività. I proprietari troppo permissivi con i propri cani sono collegati ai problemi di aggressività da dominanza. Non esiste alcuno studio quantitativo sull’ereditarietà dell’aggressività motivata da dominanza; tuttavia ci sono delle evidenze a supporto di questa ipotesi. L’aggressività tra cani sembra essere anch’essa ereditaria. La molteplicità di questi e di altri fattori rende quindi difficile e spesso senza senso cercare di predire i comportamenti aggressivi basandosi su una sola caratteristica, come la razza.

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