Russell Terrier Club

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Cronaca del raduno di Bucine in Val d’Ambra

Il primo raduno d’autunno si è svolto in Toscana. Il Polo Club Villa a Sesta ci ha invitati a trascorrere un weekend nella campagna di Bucine tra viti, olivi e cavalli. Il Club si trova tra il Valdarno aretino e le prime colline del Chianti classico senese.
Lasciata la strada provinciale della Val d’Ambra, ci si immette in uno stradello di terra battuta che sporca con uno strato sottilissimo di polvere impalpabile ogni mezzo che lo percorre.
L’intera Val d’Ambra, così come tutto il Valdarno, trova le sue origini nel millenario susseguirsi di inondazioni ed erosioni che il fiume Arno e il torrente Ambra hanno prodotto.
La polvere di cui parlavo non è altro che lo spolvero delle terre argillose, fertilissime e preziose che questi fiumi hanno lasciato ed è quella calpestata da sempre dai cavalli, che in Toscana hanno una lunga tradizione.
In questo paesaggio rurale il Polo Club Villa a Sesta ha ricavato un centro equestre composto da maneggi, scuderie, campi da polo e un ristorante. In questo contesto è stato organizzato un trofeo internazionale, al quale gentilmente ci è stato chiesto di partecipare con i nostri indiavolati Jack, così che potessimo esibirci e intrattenere gli spettatori mostrando le qualità di questi cani, spesso presenti in tali manifestazioni.

I campi da polo misurano qualche ettaro di superficie, ma cento metri di lunghezza al loro interno sono stati per noi sufficienti a garantire scatti fulminei ai cani.
Pepo ha installato la coursing-machine a bordo campo mentre gli spettatori dall’alto della collinetta si muovevano tra i divani di un salotto all’aperto allestito sotto le tende.
Tra una gara di polo e l’altra, siamo riusciti a far correre i cani in diverse batterie, mentre Giacomo, con un’abilita da speaker professionista, illustrava le qualità dei Jack Russell.
La solita coda di volpe, che in quest’occasione era costituita da un pezzo di pelliccia di cinghiale, aizzava i cani e li attraeva in una corsa sfrenata fino a Pepo.

Lo sapete già che il mio cane rimane indifferente al selvatico e ancora di più rimane indifferente a una parte inanimata di questo. Sapete già anche che quando un terrier si è fissato su un obiettivo, è praticamente impossibile dissuaderlo dal raggiungerlo. Bene, la mia Pilla ha come scopo della vita giocare con le palline di gomma. Di necessità virtù: legando una di queste alla coda di volpe siamo riusciti a far correre sia i cani posseduti dal selvatico, sia quelli, come il mio, che preferiscono il progresso e la chimica all’esca naturale.
Manco a dirlo Pilla non ha passato il turno, però è già una bella soddisfazione averla vista correre fino in fondo; e poi non è neppure arrivata ultima!
In finale arrivano quattro cani, tra cui Stewie di Laura e Alì di Gabriella. Non ricordo chi abbia tagliato il traguardo per primo perché non appena la coda è giunta a fine corsa i due campioni si sono azzuffati. C’è stata una prima schermaglia in cui i due si sono mostrati reciprocamente le fauci e conseguentemente è partito qualche accenno di morso. Al primo scontro è seguito un salto all’indietro di Alì che è volato sulla cassetta di supporto alla coursing-machine: praticamente il cane è atterrato di fronte a me, cadendo di schiena sugli attrezzi di Pepo.

È stato un attimo, un flash; ho visto questo cane che giaceva di schiena di fronte a me e con la coda dell’occhio Stewie che era rimasto alla distanza di un passo. Rapidamente ho afferrato Alì per la collottola con l’intenzione di scaraventarlo il più lontano possibile dall’altro cane.
Stewie nel frattempo era scattato come una molla carica, come una vipera che si distende in una frazione di secondo.
Tra il collo di Alì e i denti di Stewie c’era rimasta la mia mano.
Ogni allevatore sa che i cani non masticano il cibo ma lo trangugiano pressoché integro, limitandosi a strapparlo in porzioni giuste da essere ingoiate.
Le arcate dentali, quella superiore e quella inferiore, non necessitano quindi di essere perfettamente occluse e i denti sono disposti in modo da non incontrarsi o sovrapporsi. In questo modo l’animale riesce ad afferrare meglio la preda o il cibo; riesce a perforare o a tagliare i tessuti cutanei e muscolari.
Gli incisivi - picozzo, mediano e cantone - hanno provocato la lacerazione della superficie dorsale e volare del terzo dito della mia mano destra; il canino inferiore si è andato a conficcare nell’articolazione della seconda e terza falange. Il secondo e il terzo premolare superiore e inferiore si sono chiusi a forbice sul polpastrello accanto all’unghia, perforandolo da parte a parte.
Ah, se solo lo avessi agguantato per le zampe posteriori invece del collo!
Ah, se solo lo avessi preso per la coda!
Macché, la mia mano è rimasta là dentro per un istante che mi è sembrato un’eternità.
È intervenuto subito Pepo che è riuscito a prendere Stewie che nel frattempo aveva provato a scuotere la presa con l’intento di mettere al tappeto Alì.
I muscoli del collo sono i più - o tra i più - potenti dell’intero apparato muscolare del cane: consentono all’animale di essere un perfetto predatore e servono al tempo stesso a proteggere organi vitali quali la trachea o le arterie del collo.
Gli effetti dello scuotimento della testa di Stewie ho iniziato a sentirli in seguito. L’intera mano fino al polso è rimasta indolenzita per alcuni giorni a seguito della forte contrattura.
Quando Stewie si è trovato a volare per aria senza avere l’avversario tra i denti, ha aperto la bocca e così son riuscito a liberarmi dalla morsa fatale.
La fortuna ha voluto che nessuno dei denti di Stewie abbia leso tendini o legamenti: me la sono cavata con pochi punti di sutura, una settimana di antibiotici e una bella antitetanica.
Stolto è colui che porta rancore nei confronti del martello che gli ha pestato il dito.
La giornata era trascorsa fino a quel momento in maniera incantevole: la campagna, gli amici, un buon pranzo offertoci dal Polo Club, e soprattutto i nostri cani.

Per quel che mi hanno riferito, anche il giorno successivo è stata una bellissima giornata.
Se togliamo la parentesi dell’incidente alla mano, possiamo affermare con certezza che questo tipo di attività ci piace. In conclusione però dobbiamo constatare anche che, seppure il Jack Russell sia un cane dalle dimensioni ridotte, può avere una potenzialità devastante se sottoposto a stimoli come questi.
L’eccitabilità dei Terrier, nonostante sia una qualità ricercata in frangenti come la caccia al selvatico, se non controllata può diventare un fattore di pericolo sia per i cani stessi che per i loro padroni.
Credo che per salvaguardare l’integrità nostra e dei nostri compagni a quattro zampe sia opportuno adottare misure di protezione che impediscano ai cani di fare e di farsi del male.
Ripensando a ciò che è successo e confrontandoci con alcuni dei membri del JRT Club, si è deciso di organizzare le prossime gare di coursing sperimentando l’adozione della museruola.

Ciò che vi ho raccontato scaturisce dalla necessità di farci riflettere sul fatto che i nostri cani sono degli esseri eccezionali capaci di grandi manifestazioni di tenerezza e lealtà nei confronti dell’uomo, ma sono anche animali dotati di armi naturali di offesa e difesa e quindi è necessario avere in ogni circostanza il loro controllo assoluto, anche quando stiamo giocando.

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